• THE SOCIAL – IL PREZZO DELLA VERITÀ

    THE SOCIAL – IL PREZZO DELLA VERITÀ

    Con The Social – Il prezzo della verità (The Social Reckoning, Aaron Sorkin, 2026), Aaron Sorkin torna a occuparsi di Facebook, ma lo fa spostando il punto di osservazione rispetto a The Social Network (The Social Network, David Fincher, 2010), del quale il film non costituisce tanto una prosecuzione narrativa quanto un aggiornamento dello sguardo.

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  • HER PRIVATE HELL

    HER PRIVATE HELL

    Tra i grattacieli violacei di una metropoli futuristica, una giovane silhouette solca un denso manto di nebbia. Attraverso la coltre, luci al neon colano dalle vetrine come rigagnoli su lastre bagnate; ogni superficie trasuda un bagliore pastoso, cianotico, impregnato di surrealismo febbrile. La starlet Elle (Sophie Thatcher) si dirige indisturbata all’ingresso della propria abitazione: l’imponente…

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  • NAZA

    NAZA

    Il primo gesto radicale di NAZA è anche il più semplice: scegliere di non mostrare. Yuval Abraham e Rachel Szor costruiscono il loro documentario quasi interamente nel buio, sui tetti di Tel Aviv, mentre le immagini della guerra rimangono fuori campo e a riempire quello spazio sono le voci di soldati e membri dell’intelligence israeliana.

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  • L’ESSERE AMATO (EL SER QUERIDO)

    L’ESSERE AMATO (EL SER QUERIDO)

    Il cinema per un autore può diventare uno spazio dove dare sfogo alle proprie ossessioni, ai propri fantasmi, o anche uno strumento per ricostruire rapporti umani lasciati in sospeso, nel caso di Rodrigo Sorogoyen e del suo L’essere amato (El ser querido) rapporti familiari, quello fra un padre e una figlia. Esteban Martinez (Javier Bardem)…

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  • I LOVE BOOSTERS

    I LOVE BOOSTERS

    Se si dovesse pensare a un film che fa pienamente sua la lezione del postmodernismo quello sarebbe I Love Boosters di Boots Riley (regista con un passato da rapper), un grande contenitore di diversi topos e di diverse ossessioni del cinema contemporaneo. Quello che ne viene fuori è un’opera densissima, consapevolmente sopra le righe, con…

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  • UN JEU DANGEREUX

    UN JEU DANGEREUX

    Una villa nella campagna francese lontana dalla città, l’estate con i suoi corpi esibiti, una coppia in cui i momenti di tenerezza sono sempre più rari e un’estranea. Pur non partendo da premesse particolarmente innovative Karine Silla nel suo Un jeu dangereux (liberamente tratto dal romanzo Qui ne dit mot consent di Alma Brami, che…

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  1. Pinuccio Sinisi su BUNKER

    Bravo Pablo la tua recensione è come un caffè ristretto si beve in un solo sorso e se ne percepisce…

  2. Nicola Traversa su BUNKER

    Asciutto, essenziale, ottima descrizione delle dinamiche interiori, non trovo di meglio da dire che…Grande Pablo!

  3. che bel numero<3 l’articolo sull’abbigliamento scritto benissimo!!

  4. Edgardo Pistone su N2 2025

    Grazie mille delle parole così ben scritte e puntuali.

  5. Love it🤍🤍 Complimenti