NUOVE USCITE
Di Sara Pellacani
Scott Derrickson ritorna al cinema con Black Phone 2, sequel dell’omonimo film uscito nel 2022 tratto dal racconto di Joe Hill ‘’Il telefono nero’’ (The Black Phone, 2004). La pellicola segue sempre le vicende di Finney (Mason Thames), l’adolescente che quattro anni prima era stato rapito dal Rapace (Ethan Hawke) ma che era miracolosamente riuscito non solo a scappare dalle grinfie del killer, ma anche ad ucciderlo. Così come nel primo film, anche in quest’ultimo i rapporti con l’aldilà non si interrompono, ed è proprio Il Rapace che, in cerca di vendetta, ricomincia a far squillare il telefono nero. La vittima questa volta non è solo Finney, ma anche sua sorella minore Gwen (Madeleine McGraw), che comincia ad avere sogni su tre bambini brutalmente uccisi dal Rapace al campo invernale Alpine Lake. I due fratelli, accompagnati da Ernesto (Miguel Mora), amico nonché love interest di Gwen, decidono quindi di recarsi al lago per risolvere il mistero dei bambini e per lottare contro il Rapace dall’aldilà, una sfida che non sarà facile e che porterà i due fratelli a fare i conti con il proprio passato per riscoprire le origini del killer.

Si sa che non è sempre facile riuscire a fare dei buoni sequel, dato che molto spesso questi ultimi non riescono a reggere il confronto con il primo film; purtroppo, anche Black Phone 2 non fa eccezione. Il ritorno del Rapace infatti, seppur inevitabile ai fini narrativi, risulta forzato, ed anche lo stesso personaggio del killer non è accompagnato dallo stesso alone di inquietudine che lo caratterizzava nel primo film, rischiando quasi di diventare una caricatura di sé stesso.
Fondamentale poi è la dimensione onirica, dove hanno luogo gran parte degli svolgimenti della pellicola e che si fonde e confonde inesorabilmente con la realtà, ricordando molto un classico del cinema horror come Nightmare – Dal profondo della notte (A Nightmare on Elm Street, Wes Craven, 1984). Inoltre, il regista riesce a rendere efficacemente le scene dei sogni di Gwen attraverso la scelta di una fotografia retrò che ricorda molto i filmini inquietanti di Sinister (Scott Derrickson, 2012) ritrovati dal personaggio di Ethan Hawke (che nel film del 2012 interpreta un padre di famiglia). In Black Phone 2, infatti, c’è molto di Sinister: un esempio sono i bambini, la cui presenza viene utilizzata in maniera profetica per avvertire i protagonisti di un male incombente. Altro punto a favore della pellicola è la scenografia che, per quanto semplice, catapulta lo spettatore in un vero e proprio inferno di ghiaccio, facendolo sentire in trappola all’interno dell’Alpine Lake proprio come i tre ragazzi. Altrettanto inquietante è il sonoro, che gioca un ruolo importantissimo all’interno della pellicola, in quanto uno dei protagonisti è proprio il telefono nero, che avvisa Finn e sua sorella della presenza del Rapace e che ad ogni squillo riesce a far sobbalzare lo spettatore dalla poltrona.

Derrickson sa come mantenere alta la tensione, colpendo lo spettatore con jumpscare quando meno se l’aspetta ed anche con un inaspettato plot twist. Buone anche le interpretazioni dei due fratelli, in particolare quella di Mason Thames nei panni di Finney, adolescente incompreso, arrabbiato con il mondo dopo il trauma che ha subito e che cerca in tutti i modi di proteggere la sorella. Anche se un po’ macchietta, Ethan Hawke svolge comunque un buon lavoro, restituendo ancora una volta l’irrefrenabile aggressività del Rapace che sguaina il suo machete a chiunque si trovi nel suo raggio, aiutato anche dal fatto che nessuno – eccezion fatta per Gwen – può vederlo, poiché agisce come entità.
Black Phone 2 riesce quindi a difendersi abbastanza bene in un mondo di horror commerciali poco riusciti, ma non è capace di raggiungere l’apice dell’angoscia trasmessa dal primo film.

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