VENEZIA
Di Alessia Vannini

L’ultima fatica della star 93enne Ellen Burstyn
Place to Be è il nuovo film di Kornél Mundruczó presentato nella sezione Venice Open – Fuori Concorso al Festival del Cinema di Venezia. Insignita nei giorni scorsi del premio Leone d’Oro alla carriera, Ellen Burstyn primeggia in quest’opera delicata e travolgente. Questo film segna la seconda collaborazione tra il regista e l’attrice dopo Pieces of a Woman (2020). Se però nel primo film Burstyn interpretava solo un ruolo marginale — regalandoci ad ogni modo un’interpretazione sensazionale nonostante i suoi pochi minuti di screen time — in quest’opera ruba completamente la scena.
Simile sotto certi aspetti al recente film Netflix Creature luminose (Remarkably Bright Creatures, Olivia Newman, 2026), la nuova pellicola di Mundruczó racconta la storia di una donna, Brooke Graham, a cui entra improvvisamente in casa un piccione bianco che decide di rinominare Intruder, intruso appunto. Il suo intento di restituire la creatura al legittimo proprietario darà avvio ad una sensazionale avventura on the road. Il volatile, che ha viaggiato da New York fino a Chicago, porterà la donna fino alla Grande Mela. In questo suo viaggio però non sarà completamente sola. Alla stazione di Chicago, infatti, avrà un fugace incontro con Nelson Green, un padre divorziato alle prese con le ribellioni adolescenziali della figlia che non ne vuol sentire di andare in campeggio da sola. Brooke e Nelson si ritroveranno in treno, lei in viaggio per una missione di “salvataggio” e lui per questioni lavorative. Tra lei e Nelson, agente immobiliare in crisi e un tempo “il Re degli ombrelli”, sboccerà un peculiare rapporto, fatto di supporto reciproco ma anche di punzecchiature e incomprensioni.
Per sapere cosa ne sarà di Intruder e quali avventure vivranno Brooke e Nelson non vi resta che andare a vedere il film quando uscirà nei cinema. Nel frattempo, è doveroso sottolineare quanto l’interpretazione di Ellen Burstyn, alla veneranda età di 93 anni, sia semplicemente sensazionale. Protagonista indiscussa di quest’opera, Ellen ci ricorda che non si è mai troppo vecchi per fare qualcosa. Come ha detto Maggie Gyllenhaal durante il discorso di premiazione alla carriera a Ellen Burstyn, lei non smette mai di esercitarsi. Ellen non si percepisce come un’attrice “già arrivata”, ma continua costantemente a spronarsi a dare sempre di più, e Place to Be è la perfetta esemplificazione di ciò.
Occorre far presente che questo film non sarebbe stato così coinvolgente se non fosse stato per la palpabile chimica che si è creata tra Ellen Burstyn e Taika Waititi. I due danno vita a una sciarada di continuo botta e risposta, in cui le risate son ben più che garantite. Tra gli attori secondari ci sono anche Pamela Anderson e Murray Bartlett nei ruoli dei figli apprensivi di Brooke.
Place to Be è quindi un film che mostra in maniera preponderante come l’età non debba mai costituire un limite per godersi la vita, e come possano nascere amicizie nei modi più improbabili. Brooke, a quello che molti definirebbero il crepuscolo della sua vita, sembra ancora essere all’alba della sua giovinezza. Mentre i suoi figli vorrebbero porle freno e reindirizzarla in una casa di riposo per anziani, lei ci dimostra che l’età è solo un numero e non dovrebbe mai costituire un ostacolo a godersi la vita. L’ultima opera di Mundruczó è quindi un’ode alla bellezza dell’imprevedibilità della vita e alla spontaneità dei rapporti umani che nascono in mezzo alle difficoltà.
Lascia un commento