LOOK BACK

VENEZIA

Di Riccardo Morrone

La gioia della condivisione e il vuoto della perdita

Ayumu Fujino (Furi Nanase/Natsuki Deguchi) e Kyōmoto (Rokka Okada/Aju Makita) sono due bambine molto diverse: la prima socievole e carismatica, ben più timida e remissiva la seconda. Ciò che le accomuna è il talento cristallino per il disegno e il loro primo incontro avviene proprio per il tramite di una strip di fumetti. È il primo atto di una profonda, intima amicizia narrata con la sensibilità unica che solo un grande maestro sa dimostrare. Tratto dal manga di Tatsuki Fujimoto, Look Back racconta di fatto l’ardore di un sogno condiviso, concepito inizialmente come un rapporto di antagonismo per una e venerazione per l’altra e destinato a trasformarsi ben presto in una vera e propria simbiosi.

Quella che Hirokazu Kore’eda ha portato sul Lido è un’opera di livello assoluto: intensa, struggente, visivamente magnifica. In Look Back egli torna a mettere la mdp ad altezza-bambino per riuscire a scandagliare – ancora una volta con impareggiabile grazia – la purezza e le sfumature emotive delle due giovani protagoniste. La stessa grazia delle sue lente, soffici carrellate e dei sublimi piani d’insieme, abilmente alternati alla moltitudine di dettagli e particolari che catapultano lo spettatore all’interno dei loro universi di finzione (come Sharkman); la stessa grazia delle suggestioni acutamente evocate (gli sfondi Ghibli e il VHS di Jaws), dei numerosi sottili tocchi di classe e di una visione che sa apparire dolce e tenue ma che non manca mai di risultare penetrante e colpire decisamente nel segno. Insomma, al suo secondo film di questa stagione cinematografica (l’altro, Sheep in the Box [Hako no naka no hitsuji], è stato presentato a Cannes ed è in sala in questi giorni), il navigato autore giapponese ha agito come un sapiente mangaka al fine di equilibrare le figure e i fondali e dosare sempre con massima precisione linee, tonalità e contorni: il risultato è una tavola di vivace pienezza espressiva ed emotiva nella quale il mondo della favola e quello reale, ben più duro e spigoloso, convivono e s’accavallano prima di arrivare inevitabilmente a confliggere.  

Ecco che, dunque, Look Back accoglie entrambe le accezioni del suo significato – “guardare indietro” e “guardarsi le spalle” nella rappresentazione di un rapporto quasi simbiotico tra due individui che evolve dalla gioia della condivisione al peso della memoria e allo smarrimento della perdita: un vuoto a tutti gli effetti ineludibile e così faticoso da colmare poiché, sembra suggerirci Kore’eda, si può guardare al passato per immaginare uno scenario differente ma è bene ricordare, in fin dei conti, che purtroppo la realtà è ben diversa da un manga shonen.

Autore

  • Classe 2003, Riccardo è pigro, nato vecchio e convinto giochista. Aspirante nullafacente, prova a studiare cinema e trascorre i suoi giorni guardando cose (dal dubbio gusto e valore intellettuale), tra il cinema e lo stadio. Ha poche, granitiche certezze: di sicuro Scorsese come ispirazione e Lionel Messi come fede religiosa.


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