NUOVE USCITE
di Sara Pellacani
Dopo La figlia oscura (The Lost Daughter, 2021), Maggie Gyllenhaal ritorna al cinema con La sposa! (The Bride!, 2026), ispirato liberamente al film di James Whale del 1935 La moglie di Frankenstein (The Bride of Frankenstein). Abbandoniamo infatti le spiagge della Grecia del primo lungometraggio per passare ad una fatiscente Chicago degli anni Trenta, dove la storia del mostro di Frankenstein (qui interpretato da Christian Bale) si intreccia con la morte della giovane Ida (Jessie Buckley, già tra le protagoniste de La figlia oscura). Proprio quest’ultima infatti viene terribilmente assassinata dagli scagnozzi di un boss della malavita locale, in quanto intenta a svelare le brutali azioni commesse dall’uomo. La vita della donna però non finisce qui: il suo cadavere viene riesumato e riportato in vita da Frankenstein e dalla Dottoressa Cornelia Euphronios (Annette Bening) per regalare alla creatura una compagna di vita.


Un po’ Bonnie e Clyde, un po’ Joker: Folie à Deux (Todd Phillips, 2024), La sposa! plasma generi e porta sul grande schermo un racconto inedito non solo sulla semplice storia di due reietti, ma che offre anche una riflessione sull’emancipazione femminile: Ida è orgogliosamente se stessa ed è artefice del proprio destino senza mai farsi mettere a tacere o plagiare da qualcuno, una donna libera che a fianco della creatura porta in giro caos e distruzione. Ida (chiamata da Frankenstein Penelope, ma che alla fine decide di cambiare il suo nome in La Sposa) diventa un simbolo per le altre donne, le quali iniziano a copiarne il look, portando così avanti una specie di rivoluzione (sempre un po’ come Joker) in suo nome.
Gli intenti del film sono sicuramente nobili; il problema però sta nella narrazione, che in certi punti risulta abbozzata, finendo per unire un’accozzaglia di elementi che stonano tra loro. La storia, soprattutto sul finale, risulta abbastanza approssimativa, diventando una specie di noir dove i detective Malloy e Wiles (interpretati da Penélope Cruz e Peter Sarsgaard) sono sulle tracce dei fuggiaschi – proprio in questi punti la scrittura si fa più carente, proponendoci scenari abbastanza scontati e non adeguatamente approfonditi. La regia infatti appare abbastanza confusionaria e frenetica, soprattutto nei monologhi interni che la protagonista intrattiene con se stessa e lo spirito di Mary Shelley (Buckley) che guida le sue azioni, quasi come se la possedesse. Un effetto, quest’ultimo, probabilmente voluto dalla regista e che risulta coerente con l’estetica punk e decadente del film, ma che non convince fino in fondo. A regalare delle ottime performance, in ogni caso, sono Buckley e Bale nei panni della coppia di “mostri” emarginati dalla società: lei nei panni della giovane tenace e disinibita, mentre lui un Frankenstein timido ed impacciato che ama guardare i musical.
La nuova pellicola di Maggie Gyllenhaal offre quindi uno sguardo originale sulla storia della moglie di Frankenstein, creando una favola rock femminista dove la protagonista, considerata da tutti una reietta, riesce a diventare una voce centrale per le donne. Invero, ognuna a suo modo si sente come Ida, a partire dalla detective Malloy, la cui opinione non è mai considerata sul posto di lavoro in quanto donna. La sposa! è quindi una pellicola che si dimostra sì nobile negli intenti, ma che si aggroviglia su se stessa e che si perde a livello narrativo.


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