FURIES

VENEZIA

di Davide Delledonne

Le assurdità prodotte da un sistema economico al collasso e le ripercussioni di tale crollo sulla popolazione comune sono lo sfondo delle disperate scelte delle sorelle Dalia e Maro. Attraverso gli schemi e i ritmi del film d’azione, Rami Kodeih disegna una poliedrica e stratificata narrazione della società libanese, mixando la nuova società alla tradizione del paese.

A tre anni dallo scoppio della crisi economica libanese, le banche mantengono i conti bloccati e la popolazione, stanca della dilagante corruzione, le assalta quotidianamente. Maro vuole ritirare denaro per salvare la vita di Dalia, ma con la scusa della mancanza di liquidità il direttore non le concede il prelievo. La soluzione delle due sorelle: rapinare la Banca per rubare i loro soldi. Il film si muove energeticamente nella vita mondana di Beirut, esplorando le difficili condizioni lavorative, la perdita di solidarietà tra la popolazione, il contatto stretto con la prepotente criminalità; ma più di tutto emerge una ferita storica non ancora rimarginata dalla guerra civile libanese. Attorno alla rapina girano tante storie di vita come quella di Sunshine, ex membro della milizia cristiana, o della stessa Maro, impossibilitata a svolgere il suo ruolo di madre, o ancora Hamza che si ritrova indebitato per aver perso una partita di passaporti per il traffico di persone tra Palestina e Libano; merito di Kodeih è mantenere solidità nella direzione di tutti questi tasselli e comporre così un complesso quadro della vita libanese.

Dalla sezione Venezia Spotlight arriva il nuovo film di Rami Kodeih come una ventata d’aria fresca per il cinema d’azione internazionale, sorprendendo per la sua carica energetica che porta alla riflessione tanto quanto alla risata. Un film dall’anima femminista che guarda al futuro e alla possibilità di cambiare sistemi stantii e retrogradi: Furies è sicuramente una delle sorprese della 83esima edizione della mostra del cinema di Venezia.

Autore

  • Nato nel 2004 a Bologna, Davide Delledonne si ritrova oggi a studiare filosofia, anche se la sua vera passione sono le arti, nello specifico il cinema. Quando non è in sala trascorre il suo tempo leggendo libri pesanti e noiosi, ascoltando canzoni di artisti ormai sepolti e frequentando mostre che fà finta di capire. Ma d’altronde come prendere sul serio un ventenne che filosofeggia ancora con carta e penna? Non si può! Infatti, nessuno, compreso sé stesso, lo prende sul serio. Battezzato al cinema da Peter Jackson all’età di tre anni, non si è più ripreso dalla religione del film e si ritrova oggi a comprare più Dvd di quelli che una persona può umanamente guardare e più libri di quelli che effettivamente legge.

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