FIL ROUGE: CINE-STREGHE
di Alessia Vannini


Nicolas Roeg, durante la sua carriera, si è sempre mostrato affascinato nei confronti del fantastico e del soprannaturale. Basti pensare al suo film più celebre L’uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth, 1976), un film che utilizza la figura dell’alieno caduto sul nostro pianeta interpretato dal cantante David Bowie come pretesto per fare critica sociale di tutte le brutalità di cui l’essere umano è artefice. In Chi ha paura delle streghe? (The Witches, Nicolas Roeg, 1990), invece, Roeg non si occupa tanto di fare satira sulla nostra contemporaneità, quanto piuttosto di suscitare la risata del suo pubblico.
Il film, presumibilmente rivolto ad un pubblico più piccolo, è basato infatti su una fiaba scritta da Roald Dahl, autore di numerosi racconti che hanno trovato trasposizioni per il grande schermo e che hanno appassionato gli spettatori negli anni. Come accade in altri adattamenti quali Matilda sei mitica (Matilda, Danny DeVito, 1996) oppure La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory, Tim Burton, 2005), le risate sono decisamente assicurate. E come in ogni trasposizione delle opere di Roald Dahl che si rispetti, anche in Chi ha paura delle streghe? c’è un forte senso del grottesco che fa di sé proprio l’origine della comicità del film. I personaggi strampalati al limite del normale e gli avvenimenti sensazionali sono tutti portati all’estremo.
Il film è già comico dal momento in cui scopriamo che il proprietario dell’hotel teatro di tutti gli avvenimenti è niente meno che Rowan Atkinson, il celeberrimo Mr. Bean che fa già ridere ancor prima che proferisca parola — o forse ancor più quando non lo fa proprio. È precisamente nel suo hotel che ha luogo un raduno annuale delle streghe d’Inghilterra, durante il quale Eva Ernst (Anjelica Huston), nonché la Grande Strega Suprema, incita tutte le altre ad andare a caccia di bambini per trasformarli tutti in topi.


Luke, il bambino protagonista, si ritrova per caso rinchiuso all’interno della sala in cui ha luogo questo convegno. Luke però è scaltro, perché è stato messo in guardia da sua nonna circa le streghe, di cui gli ha confermato l’esistenza avendone incontrata lei stessa una in passato. Nonna Helga gli ha raccontato che le streghe si camuffano sotto l’aspetto di donne qualunque, detestano i bambini e tentano con ogni mezzo possibile di sbarazzarsi di loro. Una volta rivelato il loro aspetto reale, il giovane non ha più dubbio sulla loro vera identità. Le streghe hanno dei volti ripugnanti e, come anticipato, estremamente grotteschi… sicuramente validi contendenti per miglior make up con quello del precedente Beetlejuice (Tim Burton, 1988).

Insomma, Chi ha paura delle streghe? è comico e bizzarro. Nonostante i protagonisti veri e propri sembrano essere la nonna e il nipote, Anjelica Huston e Rowan Atkinson sicuramente rubano la scena. Forse non è il migliore adattamento cinematografico delle fiabe di Roald Dahl e neppure il miglior film di Roeg, ma è una caotica sciarada che ha reso l’interpretazione di Anjelica Huston nei panni della Grande Strega Suprema decisamente iconica. Sicuramente le streghe di Dahl-Roeg sono delineate creature da temere, ma questa storia ci tiene comunque a regalare un margine di redenzione alla loro “specie” sul finale, invitando a non fare di tutta l’erba un fascio.
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