di Edoardo Sampaoli
Nelle tumultuose giornate di Ottobre, tra il vento che fischia e uno spettro che si aggira per l’Europa, il N.6 2026 del mensile del Voyage Dams esce.
Per i più attenti, l’appuntamento mensile ricade solitamente il 24, ma se errare è umano si potrà assolvere la redazione dal suo ritardo di tre giorni.
Come ci è capitato più volte, per il Fil Rouge ci siamo agganciati un’altra volta al mese, e per Ottobre ovviamente è Halloween che viene per primo in mente. Pur avendo già portato Halloween con il N.7 2025, questa volta abbiamo virato su uno dei sottogeneri dell’Horror, forse tra i più spaventosi: le donne emancipate. Sì, perché a lungo le donne emancipate e desiderose di riscatto hanno infestato la storia e, quando i tempi erano più favorevoli, era facile screditarle per poi buttarle al rogo con la fantomatica scusa della stregoneria. Concentriamoci però sulla lista del Fil Rouge: tra i titoli, ci sono film che spiccano come inni alla liberazione femminile e all’esaltazione della sessualità (genuina in sé, evitando il male gaze e una sessualità pilotata e desiderata dall’ottica tutta al maschile). La lista di questo mese è particolarmente interessante in quanto, a partire da Dies irae di Dreyer del 1943 fino ad arrivare al 2024 con Witches di Elizabeth Sankey, verranno percorsi circa settant’anni di storia, facendo emergere forse l’obiettivo primario di una rubrica come il Fil Rouge: collegare, prendendo piede da una tematica di fondo, le idee di cinema all’interno della storia e dei paesi.
Difatti, si passerà dal 1958 con Una strega in paradiso di Richard Quine, dal 1990 con Chi ha paura delle streghe? di Nicolas Roeg, fino ai più recenti The Witch del 2015 di Eggers e Lux Æterna del 2019 di Gaspar Noé.
La mensile Tecnica invece virerà sulle serie televisive, con un approfondimento sull’Amica geniale di Saverio Costanzo, nel tentativo di analizzare uno dei casi più interessanti di un prodotto di serialità innovativo e fresco per la – purtroppo stanca – produzione nazionale nostrana.
Torna poi la rubrica dei Costumi, con un’indagine che parte da Sleepy Hollow di Tim Burton per poi diventare un’occasione per analizzare in modo più ampio come si verifica un processo di customizzazione di un messaggio narrativo, ovvero la maniera in cui si crea un percorso narrativo di un personaggio passando anche, e sopratutto, dai costumi.
Dopo la fatica di Venezia, abbiamo raccolto le forze per volare anche a Roma per la Festa del Cinema 2026, da dove avrete seguito con noi i giorni precedenti gli aggiornamenti. Qui troverete una lista compatta e ordinata di tutte le nostre anticipazioni dalla capitale.
E infine arriviamo agli Approfondimenti, dove torna la serialità: verrà analizzata l’ultima stagione di American Horror Story, ripercorrendo però tutte le quelle precedenti per trovare i fili dentro l’ormai vasta e corposa produzione della serie americana. Si proseguirà poi con un’analisi del capolavoro Goodbye Dragon Inn del maestro Tsai Ming-liang, con il suo testo meta-cinematografico e la riflessione sul cinema e le sue potenzialità, passando in analisi le sue strutture di sottrazione della narrazione fino all’essenziale.
Non ci resta che augurarvi un solito Bon Voyage tra le (speriamo) ricche e stimolanti pagine di questo nuovo numero, che vola in lungo e largo in quella che chiamiamo Settima arte.

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