N6 2025

LILO & STITCH

Di Sara Pellacani

Lilo & Stitch, il classico Disney del 2002, arriva al cinema in un live-action diretto da Dean Fleischer  Camp, uscito nelle sale italiane lo scorso 21 maggio. Le premesse di quest’ultima pellicola sono sempre le stesse del primo film: dopo aver creato l’Esperimento 626 (Chris Sanders), creatura indistruttibile, il dottor Jookiba (Zach Galifianakis) viene processato e condannato al carcere dalla  Federazione Galattica. Data la pericolosità dell’Esperimento, l’essere deve essere confinato su un asteroide deserto. Durante il trasporto, però, l’Esperimento 626 riesce ad evadere e arriva sulla Terra, dove, rinchiuso in un canile, viene adottato da Lilo (Maia Kealoha), una bambina che vive sola assieme a sua sorella Nani (Sydney Elizabeth Agudong) a seguito della scomparsa dei genitori. La  bambina chiama la creatura Stitch e insieme vivono rocambolesche avventure, cercando di sfuggire alle grinfie del dottor Jookiba e Pleakley (Billy Magnussen), inviati dalla Federazione Galattica per catturare l’Esperimento.

Lilo & Stitch riesce a riportare in maniera abbastanza fedele (se non per qualche cambio, come rendere il dottor Jookiba il villain della storia) la storia originale e in questa maniera fidelizza il pubblico e riesce a farlo appassionare al film. Non era scontato infatti il successo di quest’ultima pellicola, che arriva dopo un’ondata di live-action non proprio riusciti – vedasi Biancaneve (Snow White, Marc Webb, 2025), sommerso dalle polemiche.

Invece, il remake diretto da Dean Fleischer Camp riesce a far emozionare il pubblico, anche attraverso una riscrittura e un approfondimento di certe dinamiche. Vediamo infatti rappresentate in primo piano le difficoltà della quotidianità delle due ragazze, soprattutto di Nani, che accantona il suo sogno di frequentare il college per accudire e mantenere la sorella più piccola.  
Il film poi riporta sul grande schermo tutto il suo universo di buoni sentimenti, fatto dall’importanza dei legami familiari (sempre con la famosa frase “Ohana significa famiglia”) e dell’amicizia che supera ogni confine e diversità.  

Nel live-action non manca il classico senso dell’umorismo Disney, soprattutto grazie ai due gaffeur del film, ossia il dottor Jookiba e Pleakley. Inoltre, restano sempre le iconiche scene dei pasticci combinati da Stitch, come quando la creatura imita Elvis Presley. Nulla di nuovo, ma comunque  divertente e gradevole, soprattutto per il grande pubblico. 

Altra nota di merito va alla CGI: il film fa un ottimo lavoro in questo senso, rendendo altamente credibile il personaggio di Stitch, il quale sembra quasi essere presente in carne ed ossa. Il film, quindi, riesce nel suo intento senza prendere troppi rischi e riportando sul grande schermo personaggi a cui il pubblico è già affezionato, rendendoli però più complessi da un punto di vista psicologico e aggiungendo personaggi nuovi, come quello dell’anziana vicina di casa Tūtū (Amy Hill) e dell’assistente sociale Kekoa (Tia Carrere), che cercano di aiutare le due ragazze. Da notare come il personaggio di Bubbles (Courtney B. Vance) in questo film svolga solo il ruolo di agente del FBI e non più quello dell’assistente sociale, dato che questo compito viene affidato a Kekoa. Insomma, la pellicola, nonostante queste piccole modifiche, riesce lo stesso a convincere il grande pubblico, rendendo ancora possibile credere nella buona riuscita di un remake live-action di un film Disney. 

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