ZOOTROPOLIS 2

This entry is part 23 of 29 in the series N9 2025

NUOVE USCITE

Tra cautela e ambizione

Di Nora Zine

Nella lunga strategia dei sequel portata avanti dalla Disney, era praticamente scontato che Zootropolis (Zootopia, Byron Howard e Rich Moore, 2016), con il suo miliardo di dollari incassato al botteghino e un Oscar in bacheca, prima o poi avrebbe avuto un secondo capitolo. E così, quasi dieci anni dopo, la coppia Judy Hopps (Ginnifer Goodwin) e Nick Wilde (Jason Bateman) torna sul grande schermo. Li avevamo lasciati come eroi; li ritroviamo sì in divisa, ma tutt’altro che ai vertici della polizia. Anzi: sono costretti a una terapia obbligatoria per imparare a collaborare e, dopo una serata che degenera, si ritrovano persino braccati dai loro stessi colleghi, improvvisamente convinti della loro colpevolezza.

Fin dalle prime sequenze, Zootropolis 2 (Zootopia 2, Jared Bush e Byron Howard, 2025) si conferma un prodotto Disney efficace: ritmo serrato, inventiva visiva, una pioggia di gag e un universo che resta affascinante. A qualcuno basterà; altri, però, rischiano di restare un po’ delusi da un seguito che procede un po’ col pilota automatico, dove le scenette e i personaggi si susseguono più per sfoggiare cameo vocali che per necessità narrativa. La narrazione procede per accumulo, con una successione, per l’appunto, solo di scenette e personaggi, che finisce per privilegiare il cameo a scapito della coesione. Ne risulta un viaggio attraverso i quartieri della città meno sorprendente di quanto l’eredità del primo film potesse far sperare: l’incanto lascia spazio a una certa ripetitività, e l’estetica, pur curata, fatica a stupire davvero.

I registi Byron Howard e Jared Bush, tuttavia, non rinunciano a soluzioni inattese. Alcune sequenze richiamano addirittura ben due volte all’immaginario kubrickiano, segno di una volontà di sorprendere lo spettatore più attento e di giocare con riferimenti cinefili. Ma l’impressione generale è che la formula originale venga riproposta con un po’ troppa prudenza, riducendo l’impatto della novità. 

Pur mancando un pizzico di mordente nelle battute, il film ha il merito di mantenere comunque una certa ambizione tematica, con un intreccio che richiama il colonialismo e la riscrittura della Storia, rendendo l’opera leggibile su più livelli.

Zootropolis 2 resta così un film capace di parlare a un pubblico ampio, calibrato per soddisfare famiglie, cinefili e spettatori occasionali. Non è un sequel rivoluzionario, ma è un prodotto solido, intelligente e, soprattutto, necessario in un panorama animato che troppo spesso si limita al puro intrattenimento.

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Autore

  • Studentessa al secondo anno di DAMS, Nora nasce nel lontano 2003 nella stridente Parigi, ma cresce per lo più tra i bar del Pratello da genitori appassionati di cinema. Il suo primo ricordo legato a quest’arte è la visione di La corazzata Potëmkin alla tenera età di quattro anni per ragioni ancora da chiarire. Forse nella speranza che si addormentasse. Non ha funzionato: anzi, ha solo alimentato la sua curiosità. Da quel giorno spulcia tutti i cinema, i festival, le mostre e le rassegne che incontra sul suo cammino.


     

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