NUOVE USCITE
Di Sara Pellacani

Se Il tassinaro (1983) di Alberto Sordi fosse stato scritto da un millennial, questo film sarebbe il risultato.
Una notte a New York (Daddio, 2023) è il film d’esordio alla regia di Christy Hall, sceneggiatrice di It Ends With Us (Justin Baldoni, 2024).
Una giovane donna, Girlie (Dakota Johnson), atterra all’aeroporto JFK e, pronta a ritornare a casa, sale sul taxi di Clark (Sean Penn). Da questo incontro nasce un profondo dialogo, in cui i due protagonisti iniziano a parlare del passato, delle loro famiglie e relazioni sentimentali.
Il film non si discosta molto dalla sua originale forma teatrale, in quanto si svolge quasi interamente dentro la macchina, che diventa il palcoscenico di questo racconto. I due attori svolgono un ottimo lavoro di interpretazione, rendendo affascinanti i loro personaggi, ma il vero protagonista del film è il dialogo; un dialogo che avvolge lo spettatore per un’ora e quaranta di film e grazie al quale riusciamo ad addentrarci nelle vite di Girlie e Clark. Nonostante ciò, la sceneggiatura non riesce a far appassionare ed emozionare lo spettatore in quanto, soprattutto quando i due parlano di relazioni sentimentali, risulta banale e superficiale.
Particolarmente pieno di cliché è il caso della protagonista, emblema della ragazza con daddy issues che cerca di colmare i vuoti emotivi attraverso la relazione con un uomo più grande e sposato. A prova di ciò sono le scene in cui la ragazza si scambia messaggi con il compagno, che risultano essere stereotipate e impacciate.
Girlie sembra infatti bloccata in una relazione di cui non è pienamente soddisfatta e dove, più che essere partecipe, si trova ad essere la vittima.
Inoltre, la sceneggiatura cerca di andare in profondità attraverso frasi che vorrebbero risultare ad effetto, ma che deludono in quanto scialbe e inconsistenti: un esempio è, “Tu continua a respirare, non importa quanto stia affondando”.

Una grande attenzione è inoltre data ai dettagli, che la macchina da presa segue assieme allo sguardo di Dakota Johnson. Dettagli attraverso i quali Girlie, Clark e lo spettatore ricostruiscono i pezzi del puzzle delle vite dei protagonisti. Un esempio è quando Clark capisce che Girlie vive nella Grande Mela, poiché non si preoccupa del tassametro quando sono in coda in auto, in quanto già a conoscenza della tariffa fissa dall’aeroporto alla città.

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