NUOVE USCITE
Di Alessia Vannini
“Per la prima volta in quasi un decennio vide il suo volto in uno specchio. Ora poteva vedere il prezzo che gli anni gli erano costati. Sentiva che stava appena iniziando ad avere una vaga comprensione della sua vita, anche se proprio allora gli stava sfuggendo di mano.”
È difficile trovare le parole giuste per descrivere Train Dreams (Clint Bentley, 2025), una fiaba agrodolce che racconta di un’epoca passata ma che riesce a travolgere in un vortice di emozioni.

La sceneggiatura del presente film è firmata dallo stesso sceneggiatore (nonché regista e produttore) di uno dei film più struggenti della scorsa stagione dei premi: Sing Sing (Greg Kwedar, 2023). Se quest’ultimo film era quasi interamente ambientato all’interno delle mura di un edificio – l’omonima prigione del titolo – Train Dreams, invece, esplora spazi incontaminati, e la natura in questa storia non fa solamente da sfondo, bensì diventa protagonista. Ciò che sembra rimanere costante nella visione di Kwedar è l’importanza dei rapporti umani, la loro capacità di mettere a tacere tutte le preoccupazioni e di mettere da parte, almeno per un istante, tutte le altre sofferenze che la vita ci scaraventa addosso.
Non paragonerei esattamente lo scontro Natura – Uomo di questo film a quello ricorrente in tutta la filmografia di Werner Herzog. Ciò che permane, nonostante tutto, è un rapporto dialettico tra i due: una sorta di amore-odio, una ricerca di un equilibrio che non sarà mai raggiungibile finché l’essere umano non ammetterà di non essere in grado di dominare qualcosa che è enormemente più grande di lui.

Train Dreams racconta gli ottant’anni di vita di Robert Grainier (Joel Edgerton). Orfano, Robert ha sin da piccolo vagabondato qua e là alla ricerca di uno scopo di vita. La scintilla è giunta finalmente per lui quando ha incontrato Gladys Olding (Felicity Jones), con la quale ha avuto una figlia di nome Kate. Nonostante potesse dirsi l’uomo più felice del mondo per aver messo su famiglia e per avere al suo fianco due meravigliose donne che ama con tutto il suo cuore, col piacere viene inevitabilmente anche il dovere. Robert si ritrova infatti spesso incatenato lontano da casa, lavorando come costruttore di ferrovie per la Spokane International Railway e, in seguito, come boscaiolo durante la stagione dell’abbattimento degli alberi.
Sarà proprio il lavoro – tanto fonte di sopravvivenza quanto strazio esistenziale che lo tiene lontano dalla sua famiglia – a tormentarlo giorno e notte. Non solo si ritrova a dover assistere a delle scene strazianti e a perdere suoi cari amici per colpa del lavoro rischioso che opera, ma la sua assenza da casa sarà la goccia che farà traboccare il vaso della sua sofferenza.
“La cabina ricostruita assomigliava molto alla prima. Ma a volte il vuoto del luogo lo sopraffaceva. Passarono gli anni e lui si ritrovò ancora ad aspettare. Anche se a questo punto non sapeva dire per cosa.”
In tutta la sua bellezza e crudeltà, Train Dreams è una favola agrodolce che narra di un amore tenero nato tra gli alberi e nei pressi delle rotaie, cullato dalla sinfonia del vento, dal canto degli uccelli cinguettanti, dal suono dei lupi ululanti e dal gorgogliare delle acque del fiume.


Train Dreams è caratterizzato da una fotografia superba, con una tonalità di colore generale tendente al blu/verdastro quando Robert è solo, lontano dalle sue amate o a lavoro nei boschi; e per lo più tendente all’arancione color Sole nei momenti di convivialità, quando è con Gladys e la sua bambina o con i suoi amici… più in generale con persone a cui prima o poi si troverà a dover dire addio.
Il sole ed il calore, malauguratamente, non sono sempre portatori di pace. Le fiamme divampano così alte e cocenti, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino, spazzando via perfino le anime più dolci durante una giornata gelida. In tutto il resto della sua vita, Robert non riuscirà mai a fare pace col fatto di esser stato lontano da casa quando un incendio boschivo ha colpito la sua baita, portando via con sé Gladys e Kate.

La straziante storia di Robert, ed in particolare la sua vita dopo la perdita della moglie e della figlia, ricorda molto alcuni versi della canzone Mr. Tamburine Man di Bob Dylan, in particolare i seguenti:
And take me disappearing through the smoke rings of my mind
Down the foggy ruins of time
Far past the frozen leaves
The haunted frightened trees
Out to the windy beach
Far from the twisted reach of crazy sorrow
Yes, to dance beneath the diamond sky
With one hand waving free
Silhouetted by the sea
Circled by the circus sands
With all memory and fate
Driven deep beneath the waves
Let me forget about today until tomorrow
Allora portami scomparendo attraverso gli anelli di fumo della mia mente
Giù per le rovine nebbiose del tempo lontano
Oltre le foglie gelate
Gli alberi incantati spaventati
Fuori sulla spiaggia ventosa
Lontano dalla portata contorta del dolore senza senso
Sì, ballare sotto il cielo di diamante
Con una mano che saluta liberamente
Stagliato contro il mare
Circondato dall’anfiteatro di sabbia
Con tutti i ricordi e il fato
Guidati nel profondo sotto le onde
Fammi dimenticare l’oggi fino al domani
La capacità di Bob Dylan di dipingere delle scene che è impossibile non figurarsi nella mente ascoltando le sue parole è innegabile. Guardando Train Dreams, quelle parole hanno assunto un nuovo significato, sembrano scritte proprio su misura per Robert (che caso vuole sia anche il vero nome di Dylan). Dal desiderio di evasione alle immagini suggestive di foglie che cadono e la natura che si congela; da un dolore immane che lo attanaglia al piacere che trova nelle piccole cose della vita; concludendo con una frase emblematica: “Fammi dimenticare l’oggi fino al domani.”
La suddetta frase si accosta molto bene con i momenti conclusivi del film: in cielo su un biplano, a Robert viene detto di “aggrapparsi a qualcosa” e, in quel momento, un flusso di ricordi scorre impetuoso nella sua mente. Rivede tutti i momenti fondativi della sua vita, tutte le persone che hanno lasciato un segno su di lui e che lo hanno reso ciò che è oggi.

Sebbene la storia raggiunga il suo climax emotivo nel finale, uno dei momenti forse più strappalacrime avviene poco prima. In vita, Gladys aveva sempre desiderato dei cani ma non ne aveva mai posseduto uno. Più tardi — per caso o per destino — alcuni cuccioli selvatici andarono a trovare Robert alla baita. Anime erranti e perdute si ritrovarono così nei boschi e donarono alla controparte tanto amore quanto ne ricevettero in primo luogo. Costituisce un momento così puro e magico a cui le mie parole stentano a render giustizia.
Train Dreams è decisamente un film che vale la pena esser visto, vissuto… se non persino percepito, come una brezza tra i capelli durante una fredda giornata di fine autunno.

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