THE MASTERMIND 

This entry is part 18 of 35 in the series N8 2025

NUOVE USCITE

Kelly Reichardt si diverte a deostruire il film di rapina

Di Nora Zine

Josh O’Connor presta il suo carisma a un antieroe egoista, in un film dolce che si prende il tempo di sorprendere.  

L’enfasi di un titolo come The Mastermind — “il cervello”, letteralmente — suona quasi come un avvertimento. Nel cinema di Kelly Reichardt, infatti, l’ostentazione non trova spazio: dietro la roccia si nasconde sempre un’ironia sottile. Film di chiusura della 78ª edizione del Festival di Cannes, come lo era stato Showing Up tre anni prima, il nuovo lungometraggio della regista americana racconta la caduta di un ladro dilettante, incarnato da un uomo apparentemente senza qualità — a cui Josh O’Connor conferisce però un fascino ipnotico.

Ex studente d’arte divenuto falegname, James Blaine Mooney, detto J.B. (O’Connor), elabora un piano per rubare quattro dipinti astratti di Arthur Dove, l’artista preferito della stessa Reichardt, custoditi nel (fittizio) museo di Framingham, tranquilla cittadina del Massachusetts. Siamo nel 1970, quando la sicurezza museale si riduce a un guardiano assonnato in un angolo. «Ci ho pensato molto», assicura J.B. ai suoi due complici, prima di lanciare loro una scatola di collant da usare come maschere. Naturalmente, nulla andrà come previsto — siamo agli antipodi de Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair, Norman Jewison, 1968).

Dopo aver attraversato il western – con Meek’s Cutoff – Il sentiero di Meek (Meek’s Cutoff, 2010) e First Cow (2019) – Reichardt si diverte qui a decostruire il film di rapina, spogliandolo della sua adrenalina per riportarlo alla fragilità dei suoi protagonisti. Figlio di un giudice e di una madre appassionata d’arte, J.B. è un disoccupato con maglioni da primo della classe: mente alla moglie – interpretata da una sorprendente Alana Haim, lontana dalla luminosità di Licorice Pizza (Paul Thomas Anderson, 2021) – , ruba denaro alla madre per finanziare il colpo e abbandona i figli nella natura durante la rapina. Il tutto avviene su un tono da commedia a fuoco lento, dove ogni gesto quotidiano è scandito da una cura minuziosa per il dettaglio, in un equilibrio che rimanda a Wes Anderson, ma con un’anima più tenera e disillusa.

La bellezza e la durata di ogni piano, delle inquadrature e del jazz che le accompagna, non è mai scontata. Reichardt filma ciò che la maggior parte dei suoi colleghi non si prenderebbe la briga di mostrare: il tempo dell’attesa, dello sforzo, dell’insensatezza. Così, quando J.B. nasconde il bottino in un fienile isolato, lo seguiamo mentre sale la scala una, due, tre volte, la lascia cadere, e poi cade lui stesso. In quell’insistenza quasi slapstick si rivela tutta la poesia dell’inazione, la tragicomica fatica di un uomo che non sa bene cosa aspettarsi dalla vita o come iniziare davvero a viverla.

Con il suo egoismo disarmante e un sorriso dolce che non basta a redimerlo, J.B. diventa un antieroe di rara ambiguità, mentre The Mastermind si trasforma, lentamente, in un racconto di fuga e disillusione. Riecheggia allora un ricordo del festival di Cannes: Oh, Canada – I tradimenti (Oh, Canada, 2024) di Paul Schrader, che lo scorso anno seguiva la deriva di un disertore. Anche qui, sullo sfondo, la guerra del Vietnam pulsa tra manifesti di reclutamento e cortei di protesta, ma J.B. resta indifferente. E alla fine, come ammonisce un’antifona valida per ogni epoca, il destino lo raggiunge comunque: se non ti occupi di politica, sarà la politica a occuparsi di te.

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Autore

  • Studentessa al secondo anno di DAMS, Nora nasce nel lontano 2003 nella stridente Parigi, ma cresce per lo più tra i bar del Pratello da genitori appassionati di cinema. Il suo primo ricordo legato a quest’arte è la visione di La corazzata Potëmkin alla tenera età di quattro anni per ragioni ancora da chiarire. Forse nella speranza che si addormentasse. Non ha funzionato: anzi, ha solo alimentato la sua curiosità. Da quel giorno spulcia tutti i cinema, i festival, le mostre e le rassegne che incontra sul suo cammino.


     

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