THE DRAMA – UN SEGRETO È PER SEMPRE

NUOVE USCITE

Come Kristoffer Borgli prova a raccontare, attraverso un matrimonio, colpe e giudizi di una coppia apparentemente vincente

di Sibilla Bissoni

Kristoffer Borgli, prima del film di cui parleremo oggi, ha firmato anche due altre opere che dovrebbero e potrebbero interessarvi: Dream Scenario – Hai mai sognato quest’uomo? (Dream Scenario, 2023) e Sick of Myself (Syk pike, 2022). Questi due film sono rivelatori della visione originale, audace e complessa di Borgli, che si pone come un vero auteur di storie a tutto tondo – quindi dalla progettazione della sceneggiatura al montaggio finale della pellicola. Borgli, nel panorama dei registi trenta/quarantenni del giorno d’oggi, si sta visibilmente facendo spazio come qualcuno che bisogna per forza notare, con uno stile subito riconoscibile, delle idee piuttosto chiare di come bisogna realizzare un lungometraggio e una voglia irresistibile di far sorridere e riflettere.

Andiamo però nello specifico del film che qui in Italia è uscito il primo aprile. The Drama – Un segreto è per sempre (The Drama, 2026) è una pellicola che non supera le due ore e che lascia un senso di dolce-amaro in bocca a visione completata.

I due protagonisti si chiamano Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) e si stanno per sposare. Sono dei trentenni realizzati professionalmente ed economicamente parlando (entrambi impegnati in mestieri che richiedono un alto grado di cultura, quindi si presuppone di studio), hanno una bella casa che trasuda un senso di radical chic e una rete di amici apparentemente di supporto.

Borgli ricama intorno alla coppietta di sposi wannabe un mondo che appoggia la loro scelta e il loro amore – che sta per coronarsi in quella che purtroppo, sempre più spesso, è l’ipocrisia alto-borghese più in voga al momento: il matrimonio –, ma il sogno patinato (e vestito da normalità romantica in realtà super costruita) dura poco ed ecco il cliffhanger che ci fa domandare ciò che è scritto sulle locandine del film stesso: Conosci davvero chi ami?

Da questo momento in poi, si accede al vortice di caos e umanità complicata che Borgli ama e da cui con fatica, forse, si riuscirà ad uscire per accedere ad un area più calma e contemplativa. La chimica che permette il vortice è quella tra i due attori protagonisti, ma anche il supporto volutamente insopportabile di Alana Haim, Mamoudou Athie e Hailey Gates (i cui personaggi vengono presentati come le persone più vicine alla coppia poco prima del grande giorno, ma che si riveleranno seminatori di giudizi, colpe e manipolazioni emotive).

Il film gioca continuamente con dei concetti cardine dei rapporti umani e familiari, quali la vergogna, la colpa, il giudizio, il pregiudizio e l’incomunicabilità all’interno dell’amore. Borgli non dirige una commedia romantica (che comunque il film riesce anche ad essere), ma un’opera che in una nube d’imbarazzo e di risate quasi soffocate ci fa porre domande, e ci fa immergere nel mood grottesco sempre interessante che oramai è un suo marchio di fabbrica.

The Drama è un film che mi è rimasto all’interno per un po’ anche dopo essere uscita dal cinema, eppure ha un limite principale che ho potuto individuare chiaramente: non esplora così in profondità i temi che mette quasi sin da subito sotto la nostra attenzione. Questo probabilmente perché tenta di raccontare tantissime sfaccettature (troppe?) di ciò che può accadere internamente ed esternamente alle persone una volta appresa un’informazione apparentemente impossibile da digerire in modo tranquillo.

Eppure, per fortuna, il limite narrativo non si rispecchia per nulla nei coefficienti tecnici del lungometraggio, che sono a dir poco ineccepibili. Borgli riesce a gestire benissimo la scrittura psicologica dei personaggi ed i loro dialoghi, la messa in scena – con un plauso agli zoom-in e out gestiti magistralmente nella loro capacità di disturbare il nostro subconscio – ed un montaggio, frutto sicuramente dello studio ed impegno in quest’arte da parte del regista stesso, eccezionale, adattissimo all’opera e che non risulta prorompente neanche mostrando il suo forte carattere autoriale (operazione delicata e difficile).

Sicuramente The Drama non è un capolavoro ed il regista può migliorare. Comunque, mi sento di dire – con fermezza – che è sulla strada giusta per farlo. Il carattere c’è, così come lo stile e l’intenzione.

Guardando quest’opera, inoltre, si può notare anche un cambio di direzione apparente rispetto ai precedenti lavori del film-maker, che però non fa che dimostrarci come Borgli possa trasporre il suo stile discretamente disturbante da un genere all’altro, senza il bisogno di ancore precise. Il perturbante e l’errore, insegna lo stesso The Drama, si nascondono anche nel giorno migliore della tua vita se prima non si compie un’auto-analisi corretta e non si cerca di abbattere le barriere ed i limiti di comprensione sentimentale con il partner. Tutto ciò non è facile, certo, ma è discretamente necessario per avere una relazione veritiera e limpida in quest’epoca, dove è molto difficile che i segreti siano per sempre come nel secolo scorso.

Per concludere: consiglio caldamente di recuperare, possibilmente al cinema, questo film. Ed il perchè è presto detto: è una storia che lascia degli spunti su cui vale la pena analizzarsi; si tratta della messa in quadro di una scrittura e di una poetica chiare e meritevoli, ed è sempre bello premiare chi sa sapientemente andare oltre le superfici ipocrite di questa società in modo assai ironico: mescolando risate e lacrime, dolcezza ed acidità, guerra tragica e matrimonio.

Autore

  • Sibilla Bissoni, classe 2004, nasce a Ravenna circa vent’anni fa. Frequenta il liceo artistico della città e si appassiona inizialmente alla fotografia ed in seguito al mondo del cinema, portando sempre avanti un amore parallelo per l’arte teatrale.
    Attualmente studia e vive a Bologna, frequentante del DAMS e frequentatrice di vari cinema, teatri e locali.
    Di lavoro fa la videomaker, destreggiandosi tra discoteche, eventi di varia natura e all’occorrenza matrimoni.
    Adora il reportage e la sua videocamera, le piace osservare quel che può e poi raccontarlo a parole o ad immagini.
    Pensa che un giorno sarebbe bello realizzare un vero documentario (e magari anche più di uno, e magari anche un film…) e contemporaneamente scrivere di quello che ama per vivere.


     

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