NUOVE USCITE
di Alessia Vannini

Sandiwara, il nuovo cortometraggio per la regia di Sean Baker con protagonista Michelle Yeoh, presentato meno di un mese fa al Festival internazionale del cinema di Berlino, è stato rilasciato solo pochi giorni dopo in forma totalmente gratuita su YouTube e sul sito web del film stesso.
Il cortometraggio è il perfetto punto di incontro tra il cinema indipendente di Baker ed i recenti film a cui ha preso parte Yeoh, in particolare il pluripremiato Everything Everywhere All at Once (Daniel Scheinert, Daniel Kwan, 2022), che le è anche valso l’Academy Award come Migliore attrice non protagonista. Sandiwara è la perfetta commistione tra i due perché è, innanzitutto, Sean Baker puro: i personaggi, la loro cultura ed il contesto in cui sono inseriti sono il cuore pulsante del film. Prima che basarsi su una storia (cosa che di fatto non ha), è un’opera che vuole focalizzarsi su uno spicchio di società in tutte le sue più peculiari sfumature e valorizzarlo. Al tempo stesso, ricorda molto EEAAO perché Michelle Yeoh interpreta ben cinque personaggi differenti nello stesso film, in una sorta di multiverso di cui lei è la sola protagonista. Tuttavia, il film è tutt’altro che fantasy o sci-fi. Forse si avvicina di più a tutta quella corrente di Nouvelle Vagues di metà Novecento e lo si potrebbe benissimo definire come un film neorealista contemporaneo, un po’ come l’intera filmografia di Sean Baker.
Il film, della durata di soli 11 minuti e girato con un iPhone, è ambientato interamente a Penang, in Malesia. Come anticipato, non ha una vera e propria trama, ma segue i cinque personaggi interpretati da Michelle in una loro giornata tipo. In un mercato di strada notturno, i percorsi della critica culinaria, della cuoca, della cameriera, dell’influencer e della cantante, tutte interpretate dall’attrice malese, si incrociano.
La straordinaria Michelle incarna lei stessa una celebrazione alla femminilità e riesce ad essere esilarante nelle vesti della videoblogger, autorevole nella sua interpretazione della critica culinaria, elegante nei panni della cantante, toccante nel ruolo della cuoca ed esuberante come cameriera. In una decina di minuti, ci regala una prova attoriale (o meglio cinque) sensazionale, che non fa altro che riconfermare al pubblico quanto il suo talento ed il suo range siano decisamente ampi.





In pochi minuti di film, Baker e Yeoh ci restituiscono un affresco di una facciata della cultura malese raramente esplorata. Immerso nel vibrante paesaggio urbano di Penang, il nuovo cortometraggio di Baker esplora il tema dell’identità culturale che contraddistingue gli abitanti di un Paese, facendolo in particolare attraverso i suoi piatti tipici, elemento che si rivela infatti essere il vero e proprio fil rouge che connette tutti i personaggi e li riunisce nel luogo del mercato.
A tal proposito, vale veramente la pena visitare il sito web sandiwarafilm.com perché non è un mero player per la visione del film, ma una vera e propria vetrina e guida turistica sulla città di Penang e sulla cultura della Malesia nel suo insieme. Il sito raccoglie infatti ricette, playlist musicali, interviste, una guida comprensiva di posti dove dormire, locali dove andare a prendere un drink, negozi in cui fare shopping e molto altro.

In definitiva, Sandiwara di Sean Baker non racconta accadimenti straordinari ma, un po’ à la Perfect Days (Wim Wenders, 2023), narra della bellezza che risiede nella semplicità della vita quotidiana. È un crogiolo che racchiude in sé la tradizione culinaria e le specificità del popolo malese, espressi attraverso il fascino del cinema indipendente di Sean Baker ed il carisma travolgente di Michelle Yeoh.


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