FIL ROUGE: I BAMBINI NEL CINEMA
Il potere rianimatorio dell’immaginazione infantile
Di Alessia Vannini
– Un’altra volta?
– Non ci sarà un’altra volta.

Petite Maman (2021) di Céline Sciamma è un Capolavoro (sì, persino con la C maiuscola) del cinema degli ultimi anni. Se il film di per sé si merita cinque stelle su cinque, volendogli assegnare un voto sul mero impatto emotivo penso proprio che sforerebbe completamente la scala valutativa. Con questo film, Céline Sciamma non mi ha solamente strappato il cuore dal petto, ma me lo ha anche tagliato a pezzi, masticato, risputato e calpestato. Se siete persone emotive come lo sono io, fidatevi, non siete psicologicamente pronti a questo film.
La pellicola tira i fili giusti non solo perché io ho personalmente perso i miei nonni, ma perché il modo dolce e delicato con cui tratta il tema della morte dei cari strazia veramente il cuore. Ammetto che ho gli occhi lucidi al solo pensare e scrivere di questo film, anche se ormai è passato qualche tempo da quando l’ho visto. Petite Maman è proprio uno di quei film che ti lascia un segno indelebile nel cuore e che difficilmente si dimentica col tempo. Nei suoi soli 72 minuti di durata, il film ci travolge in un viaggio che distrugge ogni regola spazio-temporale e ci fa perdere tutte le cognizioni.
La trama è la seguente: dopo la morte della nonna, la piccola Nelly (Joséphine Sanz) accompagna i genitori nella casa d’infanzia della madre. Mentre esplora il bosco vicino, sembra aprirsi davanti a lei una sorta di passaggio nel tempo: lì incontra una bambina identica a sua madre alla sua stessa età. Attraverso questo incontro impossibile ma candido, Nelly ha l’occasione di conoscere sua mamma bambina e di trascorrere del tempo con la nonna ormai scomparsa, vivendo un’esperienza che intreccia presente, memoria e affetto con una delicatezza rara.


Nelly e Marion (Gabrielle Sanz) incarnano l’incanto dell’infanzia, un’età in cui l’immaginazione diventa un ponte capace di legare presente e passato con una naturalezza quasi mistica. Il loro legame è costruito su silenzi, piccoli gesti e una complicità immediata, che Sciamma osserva con delicatezza e profondissima empatia.
Attraverso le due bambine, il film riflette sulla trasmissione delle emozioni tra generazioni, senza mai ricorrere a spiegazioni didascaliche. Le due sorelle Joséphine e Gabrielle Sanz condividono una naturale armonia, che si traduce in una chimica scenica immediata e potentissima, ed offrono una recitazione sorprendentemente misurata: il loro stile, asciutto e autentico, dà al film una verità emotiva rara. Con sguardi minimi e un linguaggio corporeo spontaneo, le giovani attrici riescono a comunicare mondi interiori complessi, sostenendo l’intero film con una maturità che supera la loro età.



Ciò che personalmente mi ha trafitto il petto è stato il sapore dolceamaro che la pellicola mi ha lasciato in bocca una volta terminata la visione, quando mi sono messa a ripensare ad ogni minima interazione che ho avuto con le persone che amo e come avrei potuto fare di meglio. Nonostante cerchi quasi sempre di mantenere un giudizio quanto più critico possibile quando recensisco un film, con Petite Maman mi è del tutto impossibile.
Questo film è uno degli esempi più alti della capacità del cinema di farci provare emozioni, di non lasciarci indifferenti di fronte a delle immagini in movimento, di smuovere le nostre coscienze e di darci qualcosa su cui riflettere ed una chiave di lettura per migliorarci – o per lo meno per accettarci per come siamo, in tutte le nostre sfaccettature.
La verità universale che Petite Maman ci sbatte in faccia è che non comprendiamo veramente appieno il valore delle persone che ci circondano finché non le perdiamo, e allora è troppo tardi per fare qualcosa al riguardo. Se avete la preziosissima fortuna di avere nonni ancora in vita, assaporate ogni momento che avete con loro perché, sfortunatamente, non possiamo mai sapere quando sarà l’ultima volta che avremo l’occasione di vederli. E più in generale, prendete questo film e questa recensione come un segno per ricordare alle persone che amate quanto sono importanti per voi. La vita è troppo breve per centellinare l’amore.


Lascia un commento