Di Edoardo Sampaoli e Giovanni “Fusco” Pinotti

Tanti auguri a te! Tanti auguri a te! Tanti auguri, Gesù Cristo! Tanti auguri a te!
Avete letto bene, care e cari cinefili. Come ci ricorda il Sergente Istruttore Hartman di Full Metal Jacket, è (quasi) giunto il Natale, un periodo che per il cinema è sempre stato particolarmente fecondo e produttivo, sia commercialmente che artisticamente.
Il nono numero di Le Voyage Dams la Lune, l’ultimo di questo 2025, fa dei festeggiamenti in onore del caro vecchio JC la colonna portante del Fil Rouge di questo mese, sbizzarrendosi con la fantasia e indagando i vari modi attraverso cui registi diversi hanno affrontato il periodo, i temi, le atmosfere e le ambientazioni natalizi. Passeremo dalla favola urbana di Satoshi KonTokyo Godfathers all’eccellente The Holdovers di Alexander Payne, dai sicari di In Bruges agli amari, precari ed esilaranti equilibri familiari di Parenti serpenti, dal toccante romanticismo di Rohmer con Racconto d’inverno all’impeccabile racconto bergmaniano Fanny e Alexander, la cui locandina campeggia trionfante sulla copertina di questo numero. Come abbiamo già scritto, il Natale è un periodo che il cinema e, di conseguenza, noi appassionati fruitori, abbiamo spulciato a fondo; sfogliando le pagine digitali di quest’ultima edizione del 2025, troverete sia classici immancabili del genere natalizio sia piccole sorprese che rielaborano a proprio piacimento le formule del suddetto.
Ma non è solo il Natale del Fil Rouge a dettare legge: con le Nuove Uscite, le nostre redattrici e i nostri redattori, come consuetudine, si sono date e dati da fare, analizzando i film più interessanti usciti in sala (e non, come nel caso di Train Dreams o di Wake Up Dead Man: Knives Out). Qualora siate alla ricerca delle loro opinioni su titoli quali Eternity, Zootropolis 2, Die My Love, Put Your Soul on Your Hand and Walk, Attitudini: nessuna, il fresco di Leone d’oro Father Mother Sister Brother e altri ancora, questa è la sezione adatta a voi.
E poi, che razza di numero del Voyage Dams sarebbe senza le nostre preziosissime rubriche? Il Muto affronterà uno dei film più inquietanti e psicologicamente macabri di Tod Browning (e questo è tutto dire…), Lo sconosciuto, ennesimo frutto della proficua collaborazione tra uno dei padri fondatori dell’horror americano e il brillante Lon Chaney; la Tecnica analizzerà una delle figure più controverse ed enigmatiche della storia repubblicana, Giulio Andreotti, attraverso Il divo, spiegando perché il modo attraverso cui Paolo Sorrentino ha deciso di mettere in scena il personaggio sia così geniale e ben riuscito; i Costumi, d’altro canto, riprenderanno il tema del Fil Rouge, descrivendo come lo strepitoso lavoro di Rita Ryack abbia costituito un contributo fondamentale nel rendere Il Grinch un classico intramontabile del cinema natalizio; infine, la Musica, che compie il suo ritorno dopo il duplice esordio nello scorso numero, ci illustrerà come le note di brani originali e non siano una componente fondamentale del cinema di un minore della settima arte, il poco conosciuto Martin Scorsese.
Il Voyage Dams termina la sua corsa del 2025, insomma, con nove numeri all’attivo e una infinita, incommensurabile dose di gratitudine nei confronti di chi ci ha letto e ci legge ancora, di damsiani e non, di fedeli seguaci e di fruitori occasionali. Questa piccola realtà, pur non pretendendo di darsi troppe arie e consapevole di aver davanti a sé una massiccia dose di lavoro, negli ultimi mesi ha fatto passi da gigante, che hanno regalato a tutte e tutti noi sia un’intensa soddisfazione sia il desiderio di fare ancora di meglio. Non possiamo fare altro, dunque, che dire grazie a tutte e tutti voi che ci state leggendo o che ci seguite su Instagram. Fidatevi, the best is yet to come.
Con la speranza che questo ultimo numero del 2025 possa piacervi e tenervi compagnia, non ci resta che augurarvi un buon Natale e un felice anno nuovo, sperando che ci porti tanto bel cinema.

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