di Edoardo Sampaoli e Giovanni “Fusco” Pinotti
Tra le innumerevoli e drammatiche disgrazie di questo 2026, almeno una certezza rimane più o meno salda: la fine del mese viene sancita da un nuovo numero di Le Voyage Dams la Lune. Le lettrici e i lettori più attenti fra di voi – e sicuramente quelli più affezionati – si accorgeranno subito che quello di marzo è un numero più esile rispetto al solito: le Nuove Uscite, infatti, importante bacino contenitore di alcuni degli articoli più stimolanti comparsi tra le pagine virtuali della rivista, sono state ufficialmente spostate a una sezione a sé stante del sito. La natura di questa rubrica – nonché quella del rapidissimo mondo contemporaneo, che freme dalla voglia di consumare per poi dimenticare – ci imponeva un cambiamento, a cui ci siamo adeguati. Per rimanere aggiornati in merito alle nostre recensioni più fresche, vi basterà seguirci sulla nostra pagina Instagram, attraverso la quale segnaleremo la pubblicazione degli articoli sui film freschi di sala. Speriamo che questa scelta possa rendere più fluidi e coinvolgenti i dibattiti e lo scambio di opinioni tra redattori e lettori.
Ma basta parlare di novità, è ora di tornare indietro nel tempo con la nostra rubrica di punta, il Fil Rouge. Quale sarà il filo conduttore di questo nuovo numero, il terzo di quest’anno e complessivamente il dodicesimo dalla nascita della rivista? L’oggetto ricorderà un po’ il fu 27-99 dei primi numeri, in quanto le pellicole trattate affronteranno un periodo limitato al XX secolo, catapultandoci indietro di circa sessant’anni, ai tempi del miracolo economico italiano. Con questo Cine-Boom, le nostre appassionate redattrici e redattori analizzeranno uno dei periodi più studiati della Prima Repubblica attraverso alcune delle sue pellicole più rappresentative (e prima che ce lo facciate notare, sì, lo sappiamo che non abbiamo messo Il sorpasso – fidatevi, ci siamo autoflagellati abbastanza per questa omissione): dopo un film come Umberto D., che anticipa le politiche economiche del boom, entreremo nel vivo del mutamento culturale del Bel Paese con ben due film di Ermanno Olmi (compaesano di uno dei vostri cari direttori), i magnifici Il posto e I fidanzati, proseguendo con il fondamentale Divorzio all’italiana di Pietro Germi e con La ragazza con la valigia, opera fin troppo trascurata di Valerio Zurlini, per poi concludere con uno dei grandi capolavori del nostro passato, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, del quale riparleremo tra poco.
Sempre di cinema italiano si occuperà la rubrica Tecnica, analizzando uno dei casi di collaborazione più particolari del periodo del miracolo economico, quello tra due giganti ideologicamente agli antipodi quali Giovannino Guareschi, di fama “doncamilliana”, e Pier Paolo Pasolini, il quale ci auguriamo non abbia bisogno di presentazioni. Studiando il caso de La rabbia, avrete occasione di notare come personalità così forti e così opposte abbiano trovato occasione di imbastire un confronto intellettuale intenso e proficuo, senza affatto rinunciare alla propria coerenza.
Immancabile anche l’appuntamento con due rubriche che non cessano mai di sorprenderci e di appassionarci, ovvero quella dei Costumi e quella della Musica: se la prima ci parlerà delle sfide del film in costume in generale e di quelle affrontate dalla grande costumista Sandy Powell con La favorita di Yorgos Lanthimos in particolare, tenendoci per mano in un viaggio tra l’Inghilterra del XVIII secolo e quella dei mercatini dell’usato, la seconda si scatenerà nei juke joint del Sud degli States, spiegandoci come la tradizione blues e folk degli Stati Uniti (ma anche dell’Irlanda) sia fondamentale per comprendere il vampirismo e l’anima black de I peccatori, uno dei titoli più celebrati dell’ultima stagione cinematografica.
Lungi dal Voyage Dams, inoltre, non voler fare i conti con ciò che ci circonda: quella dei Giorni Rac-contati si conferma invero come una delle aggiunte di cui andiamo più fieri, un esercizio razionale e lucido fondamentale per cercare di comprendere il caos della modernità attraverso i film. Tra Iran e Cuba, tra Israele e il Referendum Giustizia, siamo certi che gli argomenti trattati vi appassioneranno e vi offriranno ricchi spunti di riflessione. A differenza di ciò che proponeva la sconfitta riforma costituzionale Meloni-Nordio, questa rubrica si merita un grande Sì.
Infine, gli Approfondimenti fanno il loro ritorno in pompa magna dopo una breve assenza. Il primo di questi, il più frivolo e leggero, cercherà di tirare le somme in merito alla 98ª cerimonia dei premi Oscar, che ha visto, tra le altre cose, il trionfo di PTA con il suo incredibile Una battaglia dopo l’altra e la prevedibile sconfitta di un Chalamet ormai nell’occhio del ciclone per le sue infelici dichiarazioni sull’opera e sul balletto (la velocità e la ferocia con cui ci scandalizziamo per polemiche inesistenti non cesserà mai di sorprenderci…). Il secondo Approfondimento, invece, riguarda il Titano che troneggia sulla copertina di questo mese, uno dei più grandi Maestri della settima arte: stiamo ovviamente parlando del già menzionato Luchino Visconti. Attraverso un’analisi ricca e completa di rimandi bibliografici, cercheremo di omaggiare il regista meneghino a cinquant’anni dalla sua scomparsa, in un articolo che sarebbe riduttivo definire imperdibile.
La linea snella di questo numero di marzo, in conclusione, è soltanto un’apparenza. In realtà, la carne al fuoco è tanta e particolarmente succulenta, e a voi non resta che mettervi comodi e assaggiare tutto quello che abbiamo preparato con cura e passione (e pure aggratis, ma cosa volete di più?) per voi.
Alla prossima e buona lettura!

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