EDITORIALE N8 2025

This entry is part 2 of 35 in the series N8 2025

di Edoardo Sampaoli e Giovanni “Fusco” Pinotti

Ah, l’infanzia… 

Forse il periodo della vita più rimpianto dopo esser stato abbandonato, senza dubbio quello più spensierato per alcuni o problematico per altri. Il cinema si è sempre fatto portavoce speciale dei sogni e delle realtà dei più piccoli, dall’agrodolce miseria del monello accudito da Charlot fino alle avventure mozzafiato narrate da Spielberg. In occasione della ricorrenza della giornata mondiale dei bambini, il Fil Rouge del nuovo numero di Le Voyage Dams la Lune butta un occhio di riguardo ai bambini nel cinema, dal nostrano e drammatico Vito e gli altri all’ormai iconico Alice nelle città, dal toccante Petite Maman all’indipendente Un sogno chiamato Florida, fino ad arrivare a cult generazionali e assoluti come Standy by Me – Ricordo di un’estate Il sesto senso – The Sixth Sense e a capolavori intramontabili come I 400 colpi, il cui indimenticabile fermo immagine finale figura trionfante sulla copertina di questa nuova edizione. 

Per quanto riguarda le novità della sala (e non), le Nuove Uscite sono particolarmente succulente, grazie a recensioni di film quali Giovani madri, ultima fatica dei fratelli Dardenne, e l’esordio alla regia di Ronan Day-Lewis, Anemone, che segna il ritorno sul grande schermo del padre del regista, il leggendario Daniel Day-Lewis. Non solo, come ormai tradizione della rivista parleremo di mostri (o presunti tali) cinematografici immortali, grazie ai nuovi Dracula – L’amore perduto di Luc Besson e Frankenstein di Guillermo del Toro. Come se non bastasse, EddingtonWicked – Parte 2The Smashing MachineThe Ugly StepsisterThe Mastermind e tanti altri vanno a completare e arricchire la sezione più abbondante di questo numero. 

Il resto dell’edizione di novembre non è affatto da meno, a partire dalle interviste che siamo riusciti a realizzare con Paolo Galassi Fiorella Infascelli, registi – rispettivamente – del documentario Kristian Ghedina: Storie di sci e del film sul Maxiprocesso di Palermo La camera di consiglio, ai quali estendiamo ancora una volta i nostri più sentiti ringraziamenti per la disponibilità e la gentilezza. Se il Muto tornerà alle origini con uno sguardo su The Lonely Villa del padre della settima arte D.W. Griffith, la Tecnica indagherà sul teatro che diventa cinema, analizzando il caso di Sogno di una notte di mezza estate di Max Reinhardt e William Dieterle. 

Per quanto riguarda i grandi ritorni, rientreranno finalmente in scena due sezioni importantissime quali i Costumi, che prenderanno in esame l’abbigliamento di Solo gli amanti sopravvivono, e il Toro Scatenato, che vedrà ben quattro redattori scontrarsi ferocemente sul nuovo film di Noah Baumbach, Jay Kelly… fidatevi, ne vedrete delle belle. 

È opportuno anche accogliere a braccia aperte una nuova rubrica, quella della Musica, curata dalla nuova redattrice Silvia, la quale compie il suo trionfale ingresso con ben due articoli, chiamati Sofia Coppola e il valore intimistico della musica Quentin Tarantino e la ricerca essenziale e filologica della musica; insomma, cibo per il cervello da non lasciarsi sfuggire, così come non possono passare inosservati gli Approfondimenti, dedicati all’analisi dell’Ungheria come “terra di opportunità cinematografiche a basso costo” e al fenomeno delle “iPhone Face” a Hollywood. 

Ricordando che potete trovarci su Letterboxd e sulla ricca pagina Instagram (entrambi con indirizzo @voyagedams), non ci resta che augurarvi una buona lettura, con l’augurio di poter essere una piacevole compagnia cinefila e di riuscire a provocare un dibattito stimolante e avvincente. 

Come disse una volta Louis Malle, au revoir les enfants

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Autori

  • Giovanni Pinotti

    Tanto tempo fa (il 1998), in una galassia lontana, lontana (la Lombardia), nasceva Giovanni “Fusco” Pinotti, detentore dell’onore e dell’onere di essere co-direttore e caporedattore della rivista Le Voyage Dams la Lune. Tra le sue passioni cinematografiche figurano il western, la fantascienza, l’horror gotico, il tridente Leone-Eastwood-Morricone, Akira Kurosawa ed Elio Petri. Quando non scrive o parla di settima arte, è impegnato ad ammorbare i suoi conoscenti con filippiche marxiste o a giocare con il suo cane Ben.

  • Edoardo nasce da un padre cinefilo che in gioventù possedeva una videoteca. In quarantena lo accompagna in visioni di film come Arancia Meccanica.
    Edoardo prova a passare il tempo libero gettandosi sui primi film, come un Taxi Driver su altadefinizione, che per sentire bene l’audio attaccò una cassa al pc. Da lì innumerevoli i pomeriggi passati in ricerca continua degli angoli più remoti del cinema. Tra i tanti, predilige il muto, lo spiritualismo di Tarkovskij, la disamina di fede e famiglia di Bergman, le nevrosi dell’umanità di Cassavetes, l’esoterismo di Jodorowsky, la verità estatica di Herzog, la follia di Fassbinder… ci fermiamo qua. È infatti tipico di Edoardo guardare le persone con lo sguardo nella foto soprastante che gli parlano di cinema che non sia Fight Club o Interstellar.


     

     

     

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