NUOVE USCITE
Un vampiro assetato d’amore
Di Alessia Vannini

Il mondo fantastico è sempre stato nelle corde di Luc Besson e la sua filmografia è costellata di film che sono diventati cult cinematografici amati in tutto il mondo. Nel 2025, il regista di origini francesi è tornato dietro alla macchina da presa con un adattamento di uno dei romanzi più celebri della storia dell’umanità: Dracula (1897) di Bram Stoker.

L’adattamento di Besson si apre nella Transilvania del Quattrocento, dove il principe Vlad – interpretato da un eccellente Caleb Landry Jones, alla sua seconda collaborazione col regista dopo Dogman (2023) – perde tragicamente la sua amata Elisabeta (Zoë Bleu Sidel) durante uno scontro, colpendola lui stesso non intenzionalmente. Attanagliato da un dolore che non lo lascerà mai in pace, Vlad chiede aiuto ad un sacerdote, implorando di intercedere con Dio affinché compia un miracolo che possa restituirgliela. Le sue preghiere, però, rimangono senza risposta. Travolto dalla disperazione, Vlad rifiuta la propria fede e viene condannato a un’esistenza immortale, destinato a sopravvivere nutrendosi del sangue umano. Secoli più tardi, nella Londra ottocentesca, la donna che ha enormemente amato e costantemente cercato di riavere indietro sembra essersi rincarnata in Mina, la promessa sposa di Jonathan Harker (Ewens Abid).
In Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, 1922), Friedrich Wilhelm Murnau voleva trasmetterci un senso di terrore attraverso le ombre e gli edifici distorti della sua mise-en-scène espressionista. Nel Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht, 1979) di Werner Herzog, il cuore pulsante del film erano la sete di conquista del vampiro ed il desiderio di conoscenza di Jonathan. Robert Eggers, invece, in Nosferatu (2024) si focalizza sulla relazione erotica tra Ellen ed il succhiasangue.



Con Luc Besson non troviamo niente di tutto ciò. Il conte Dracula di Caleb Landry Jones è un vampiro che non ha sete di sangue, ma desidera ardentemente l’amore. In realtà, come suggerisce il titolo, si tratta più di un racconto d’amore che di una storia dell’orrore. Condannato a vivere per sempre e separato da Elisabeta, Vlad è un essere immortale che vaga in ogni angolo della Terra ed è disposto a tutto per trovare la sua amata e stringerla di nuovo tra le sue braccia.
A livello estetico, il Dracula di Besson si avvicina forse di più a quello di Francis Ford Coppola (Dracula di Bram Stoker, Bram Stoker’s Dracula, 1992), interpretato da un Gary Oldman con una parrucca bianca ottocentesca ed un viso centenario bianco cadaverico.


Con un eccellente cast principale e secondario, Dracula – L’amore perduto (Dracula: A Love Tale) è oscuro, divertente e coinvolgente. Dotato di elementi narrativi e personaggi innovativi, il nuovo film di Besson sembra una boccata d’aria fresca, nonostante affronti una storia vecchia di oltre un secolo. Ancora una volta, il cast è fantastico sotto tutti gli aspetti, ma Caleb Landry Jones, pur evitando la luce del sole, ruba completamente i riflettori e la sua grandiosità vi farà sicuramente venire i brividi.
Sebbene sia scettica sia nei confronti del personaggio, sia nei confronti della piega che la sua carriera sta prendendo, Christoph Waltz è eccezionale come sempre, pur interpretando un personaggio che, sebbene fondamentale ai fini di questa trama rielaborata, non mi convince del tutto.


La vera rivelazione di questo film è Matilda De Angelis, il cui nome, come ha spiegato all’anteprima al Cinema Modernissimo di Bologna, prende ispirazione proprio da uno dei personaggi della penna di Besson: Mathilda Lando (Natalie Portman) di Léon (1994). L’attrice di origini bolognesi veste qui i panni dell’esuberante Maria, una vampira incaricata dallo stesso Vlad di ritrovare la sua Elisabeta e riportargliela.
Gargoyles a parte, facciamo un applauso a tutti quei registi che, pur adattando una storia che abbiamo già visto e rivisto, riescono comunque ad essere a loro modo originali. Dracula – L’amore perduto di Luc Besson è uno di questi.

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